QUANDO PORSCHE COSTRUIVA TRATTORI
Quando sentiamo nominare il marchio Porsche, il primo pensiero va a bellissime e velocissime automobili sportive. Magari qualche appassionato ricorda anche il loro legame con Volkswagen, o l’impegno del progettista Ferdinand Porsche con alcuni mezzi militari impiegati dalla Germania Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
Pochi invece ricorderanno la parentesi relativamente breve (1956-1963) della Porsche-Diesel Motorenbau, con base a Manzell sul Lago di Costanza, dedita alla costruzione di trattori agricoli con motore Diesel. In realtà l’idea di un “trattore del popolo” economico e affidabile, sulla falsariga del concetto di “auto del popolo” che fece nascere Volkswagen, va fatta risalire a qualche anno prima durante l’oscura epoca nazista. Fu proprio Adolf Hitler in persona ad incaricare Ferdinand Porsche, all’epoca uno dei punti di riferimento tedeschi in materia di veicoli a motore. Il primo modello di “Volkstraktor” era equipaggiato con un bicilindrico raffreddato ad aria da 11 cavalli e ne era prevista la produzione in serie, progetto interrotto proprio dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che portò la fabbrica a convertirsi alla costruzione di mezzi militari speciali.
Dopo la fine della Guerra, da quel progetto nacque il Porsche-Traktor Junior con motore monocilindrico diesel ad aria da 12 cavalli del 1956, sviluppato poi fino al modello Junior 109 da 15 cavalli del 1961. Lo Junior era affiancato dal bicilindrico Standard, con trasmissione Getrag o ZF a 5 marce più retro e 16 cavalli, saliti a 30 con il modello Standard Star 219 del 1960. Super era invece la denominazione dei trattori Porsche con motore a tre cilindri (da 30 a 40 cavalli) realizzati in più versioni sia per il mercato interno sia per l’export. Al top della gamma, i 4 cilindri Master da 3.3 e 3.5 litri (potenza da 44 a 50 cavalli).
Una avventura quella dei trattori Porsche conclusasi nel 1963, quando la divisione fu venduta a Renault per poi passare a Claas. Gli impianti furono invece acquisiti dalla Mercedes-Benz Motorenbau, dopo una produzione di circa 16.000 esemplari. Molti dei quali non è difficile ritrovare nei raduni d’epoca, ricordo di quando un produttore di auto sportive diede il proprio nome al “trattore del popolo”.




